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About

Photo credit: Riccardo Lanfranchi Fotografo

Photo credit: Riccardo Lanfranchi Fotografo

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Laura Berni

Architect - Interior Designer

  Photo credit: Riccardo Lanfranchi Fotografo

Valentina Crepaldi

Landscape Architect - Designer

  Photo credit: Riccardo Lanfranchi Fotografo

Carola Davì

Landscape Architect - Designer

  Photo credit: Riccardo Lanfranchi Fotografo

Silvia Pilotti

Urban Architect - Designer

  Photo credit: Riccardo Lanfranchi Fotografo

Chiara Sangalli

Architect - Interior Designer

 
   

CHI SIAMO?

LASCIA la SCIA è un gruppo di cinque architetti che hanno deciso di ripensare all’architettura in termini di temporaneità attraverso la promozione di forme innovative di progetto, arte e design, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.


ARCHITETTURA TEMPORANEA

 

La specializzazione si orienta nel campo delle architetture temporanee, microarchitetture e installazioni, fatte per durare un determinato intervallo di tempo o per modificarsi nel tempo. L'aggettivo "temporaneo" si contrappone alla condizione di permanenza che da sempre caratterizza l'oggetto o il manufatto edilizio, fatto per "durare nel tempo".

Le costruzioni temporanee si possono definire tali quando, per caratteristiche strutturali, quali tecnologie leggere o assemblaggio a secco, occupano il suolo solo temporaneamente, ma anche quando, pur essendo stabili, risultino adattabili ad usi e utenze distinte, grazie a strutture flessibili che "attrezzano" lo spazio e lo rendono variabile rispetto a diverse esigenze. Diverse sono le accezioni del costruire temporaneo che riguardano ciascun ambito del vivere (abitare, lavorare, divertirsi, studiare) e sono la mobilità, il nomadismo, la precarietà e l'emergenza.

L’obiettivo è quello di modificare gli spazi per un periodo di tempo determinato: migliorare, disturbare, rileggere, ricomporre luoghi che, in seguito, conserveranno le tracce di un passaggio.

 

AMBITI: CLIENTI

 

Il campo di sperimentazione si estende su diversi ambiti: la progettazione di allestimenti ed installazioni in interni privati e pubblici, il design del prodotto e la realizzazione di complementi d’arredo, il disegno urbano e la direzione artistica di eventi fino al progetto grafico.

La cosa più interessante e bella del nostro lavoro è avere ogni volta la possibilità di crescere ed imparare dalle diverse situazioni e dai progetti che incontriamo, migliorando di volta in volta la percezione e il modo d’interfacciarsi con il cliente.

 

MODO DI LAVORARE

 

Quando lavoriamo per aziende, enti pubblici e privati per cui le richieste sono specifiche, la chiave di ecosostenibilità che ha caratterizzato l’esordio dello studio (quindi la scelta di utilizzare esclusivamente materiali di recupero) si declina in scelte sostenibili di progettazione; la progettazione è perciò mirata ad uno studio ad hoc di strutture che attraverso scelte oculate possano poi essere riutilizzate e riadattate ad altre situazioni.

La scelta dei materiali è molto importante; trattiamo materiali semplici, non complessi e che normalmente vengono utilizzati anche in altri ambiti.

Ridurre il consumo delle risorse, riutilizzare i materiali dando loro un nuovo senso, riciclare creativamente pensando a nuove forme di innovazione sostenibile.

 

ECOSOsTENIBILITA’

 

Temporaneità e open source, ovvero condivisione e diffusione di idee e innovazioni a disposizione di tutti, rappresentano le parole chiave di un nuovo modo di fare e di pensare il progetto in reazione ad un’idea di architettura permanente e di design griffato.

In un momento di riduzione delle risorse e di problemi ambientali sempre più consistenti, l’opera di architettura mira ad abbandonare la propria “quota di eternità” a favore di una temporaneità declinata in chiave eco e sostenibile. Tale concezione implica la necessità di dissolvere i limiti esistenti tra architettura, arte, design e intervento sociale per farsi carico di una progettazione che impieghi mezzi, materiali e metodi ad alta sostenibilità e comunichi un messaggio di sensibilizzazione sulle condizioni attuali.

In una parola “RE-THINK”.

In due parole “Architettura [con]temporanea”.